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Come apprendista carpentiere, la sorte del quattordicenne Michio si dovette adattare al periodo storico. Con lo scoppio della guerra, i carpentieri non trovavano facilmente lavoro e molti passarono all'industria tessile. Anche Michio decise che il suo futuro sarebbe stato nel settore tessile. Terminato l'apprendistato da carpentiere, realizzò un telaio a pedale in legno e metallo completamente da solo. Michio regalò il suo primo eccezionale telaio a sua madre, Machi. Ciò diede al ventunenne Michio la sicurezza per fondare la sua azienda, la Suzuki Loom Works. 1920 Come realizzare prodotti unici può fare la differenza. Fondazione della Loom Manufacturing Co. Il 1920 fu un anno di caos per l'economia giapponese. La depressione postbellica causò il crollo del mercato azionario e molte società fallirono. In un contesto così aspro, la Suzuki Loom Works mostrò grande solidità, registrando anche una crescita costante. Il 15 marzo 1920, Michio Suzuki prese la coraggiosa decisione di trasformare la società in una società per azioni: la Suzuki Loom Manufacturing Co. L'azienda iniziò a fornire prodotti unici e ciò contribuì a una forte crescita. 1937 Il sogno di costruire un'automobile interrotto dalla guerra. Nasce il primo prototipo di auto Suzuki. Michio Suzuki aveva sempre sognato di cimentarsi in un nuovo settore commerciale, al di fuori dell'industria tessile. Michio scommise sulla produzione automobilistica e, nel 1937, il tanto atteso primo prototipo di automobile fu completato. Tuttavia, ciò coincise con l'ingresso del Giappone nella seconda guerra mondiale e Suzuki dovette bloccare il progetto di entrare nella produzione automobilistica. 1945 Come ricostruire dalle macerie? Il ritorno al lavoro dopo la guerra. Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l'economia giapponese era in forte crisi. Il quartier generale Suzuki era stato attaccato da raid aerei, la struttura era stata distrutta e l'azienda doveva fronteggiare una drammatica crisi con migliaia di impiegati. Ma poi gli Stati Uniti, che stavano occupando il Giappone in quel periodo, annunciarono l'intenzione di rivitalizzare l'industria tessile giapponese, consentendo all'azienda di ritornare in attività. Il governo ordinò all'azienda di produrre in serie vestiti femminili e le cose iniziarano a migliorare per la Suzuki. Dall'altro lato insieme alla crescita economica postbellica vi fu la diffusione di lotte per la democrazia in Giappone. I movimenti operai si intensificarono anche all'interno della Suzuki. Vi furono degli scioperi e gli ordini calarono progressivamente. L'azienda attraversò una fase di crisi fino al 1952, quando la Suzuki lanciò il primo prodotto motorizzato. 1952 Venti di cambiamento Entra in commercio la bicicletta a motore “Power Free” con 36cc di cilindrata. Da un’idea di Shunzo Suzuki, nel 1952 nasce “Power Free”, la prima bicicletta a motore targata Suzuki con 36cc di cilindrata. Ad Hamamatsu, dove risiede la casa madre di Suzuki, ci sono spesso forti venti stagionali che rendono difficile la circolazione quando il vento è contrario. Shunzo Suzuki era solito utilizzare la sua bicicletta per andare a pesca, quindi pensò “Sarebbe molto più semplice se questa bici avesse un motore…”. Questa idea si è poi trasformata nella “Power Free”. Nello stesso periodo, le normative sull’uso delle biciclette a motore cambiarono, passando dall’obbligo della patente al solo permesso di circolazione, rendendole perciò accessibili a tutti frequentando un semplice corso. Questo aiutò molto la “Power Free” nel suo successo immediato, da cui ne conseguirono vendite da record. 1953 Un diamante splendente Il successo della Diamond Free. Con il successo di Power Free, Suzuki iniziò a sviluppare bicilette motorizzate con motori più potenti. La seconda bicicletta motorizzata venne chiamata Diamond Free e fu messa in vendita nel marzo del 1953. Il motore da 60cc a 2 cavalli era più potente delle biciclette a motore della concorrenza e, nell'autunno dello stesso anno, il suo volume di produzione superò le aspettative, raggiungendo il 150% della produzione mensile prevista. 1954 Il cambio di strategia inizia dal nome. L’azienda cambia il proprio nome e diventa Suzuki Motor Co., Ltd. Il 1 ° giugno 1954, a seguito dei grandi successi di vendita riscontrati, il nome dell'azienda fu cambiato da Suzuki Loom Manufacturing Co. a Suzuki Motor Co. Ltd. Questo cambio di nome avvenne un anno prima che la Suzulight venisse presentata sul mercato e fu una chiara manifestazione della volontà di cimentarsi nella produzione automobilistica. 1955 Come un gruppo di ragazzi rivoluzionò il mondo dell'auto. Entra in commercio la vettura compatta “Suzulight". Nel gennaio 1954, il progetto di produrre automobili, sospeso durante la Guerra, fu ripreso. Nell'autunno del '54, un nuovo gruppo di lavoro, formato da ragazzi di soli 28 anni, ultimò il primo prototipo di automobile. Nell'ottobre del 1955 venne proposta sul mercato la Suzulight. 1958 Uno studente con la S maiuscola! Selezione del logo aziendale "S". Il primo ottobre del 1958, venne selezionato il logo Suzuki tra più di 300 proposte. Il logo selezionato è stato progettato dal Sig. Masamichi Tezeni, iscritto all'Università delle Arti di Tokyo; era una rappresentazione semplice, forte e bella della "S" iniziale dell'azienda. Da quel momento, il logo Suzuki rimase invariato e riconosciuto a livello internazionale per circa 60 anni. 1962 La filosofia Suzuki riassunta in 3 punti chiave. La MISSION della politica aziendale Nel 1962 fu stabilita la politica aziendale Suzuki, definita "Mission Statement". Da allora, tutti i dipendenti hanno condiviso quotidianamente questa "mission". 1. Sviluppare prodotti di valore superiore concentrandosi sul cliente. 2. Costituire una società fresca e innovativa attraverso il lavoro di squadra. 3. Puntare all'eccellenza individuale attraverso il miglioramento continuo. 1965 Il mondo dei fuoribordo Il “D55” (5.5 CV, 2 tempi) fa incursione nel mercato dei motori fuoribordo. Ora i prodotti Suzuki possono essere raggruppati in tre categorie: automobili, motocicli e motori fuoribordo. Il primo modello di motore fuoribordo fu messo in vendita nel 1965. Altri prodotti sviluppati da Suzuki e il loro anno di lancio: 1971: motoslitte 1971: imbarcazioni di medie dimensioni, spazzaneve 1974: veicoli a tre ruote, sedie a rotelle motorizzate 1968 Da Milano a Roma in "sole" 4 ore e mezza! Suzuki Fronte percorre l'Autostrada del Sole. Nell'agosto 1968, venne testata la Fronte SS lungo l'Autostrada del Sole per verificarne le performance. I due piloti, Stirling Moss e Mitsuo Ito, arrivarono a Roma dopo 4 ore e mezza di viaggio. La notizia fece il giro del mondo, in quanto la minicar Suzuki impiegò solo 4 ore e mezza per percorrere 550 km, da Milano a Roma, ad una velocità pari a 125 km/h. La velocità media di percorrenza attestò le ottime performance del veicolo. 1970 Una straordinaria novità ad Osaka. Suzuki presenta la prima auto elettrica! Nel 1970, durante l'Expo '70, a Osaka, in Giappone, fu utilizzata la prima auto elettrica Suzuki. Questa vettura elettrica, basata sul Carry Van (L40V) progettato da Giorgetto Giugiaro, venne utilizzata per controllare le aree interne alla struttura fieristica. L'utilizzo di una tecnologia così avanzata rappresenta perfettamente lo spirito progressista di Suzuki. 1970 Un regalo per il 50° anniversario: Suzuki LJ10! Entra in commercio il fuoristrada “Jimny 4x4” (serie LJ10), la prima 4x4 di Suzuki. "Se solo potessimo guidare attraverso strade forestali non asfaltate fino a un posto che nessuna auto avrebbe mai potuto raggiungere ..." Gli ingegneri di Suzuki hanno sviluppato la leggendaria auto Jimny (LJ10) basandosi su questo concetto. La sfida stava nel progettare un telaio resistente ma leggero. Quando il Jimny (LJ10) ha debuttato nel 1970, per festeggiare il 50 ° anniversario di Suzuki, è diventato un partner affidabile per agricoltori e operai edili e, allo stesso tempo, ha attratto le giovani generazioni come partner e compagno di viaggio nel tempo libero. 1971 Arriva “La Leggendaria” Entra in commercio la motocicletta “GT750” con un motore 750cc a due tempi. Suzuki produce la prima vera moto Superbike: la GT750 con motore a tre cilindri, due tempi, raffreddato a liquido. Affidabilità e facilità di utilizzo la rendono la “leggendaria” negli anni ’70. 1978 Suzuki continua a fare clamore Presentata la GS1000. Nel clamore generale viene lanciata la Suzuki GS1000. Una quattro cilindri da 1000cc. La GS1000 stabilisce nuovi standard per le moto Superbike: gli americani Wes Cooley e Mike Baldwin la portano in trionfo nella più importante gara singola giapponese: la 8 ore di Suzuka. 1979 Entra in commercio la vettura compatta “Alto”. Un'auto per tutti! Nel 1979, il debutto della Alto ha lasciato il segno nella storia delle automobili giapponesi. I PUNTI DI FORZA DELLA ALTO: un prezzo di circa il 20% in meno rispetto alle concorrenti, metà dei clienti erano donne, sostenendo così la partecipazione delle donne nella società e ha rappresentato una nuova tendenza nella distribuzione automobilistica. A quel tempo nell'industria automobilistica giapponese, il prezzo al dettaglio era determinato aggiungendo il costo del trasporto al prezzo del veicolo. Ciò significa che maggiore è la distanza dall'impianto di produzione, maggiore è il prezzo del veicolo. Tuttavia, l'Alto divenne la prima auto in Giappone ad annunciare un prezzo (470.000 yen) a livello nazionale, e fu un vero shock all'interno dell'intero settore. 1979 Introduzione della prima automobile al mondo con motore a idrogeno Emissioni ZERO, già nel 1979. Negli ultimi anni, varie case automobilistiche hanno risposto all'aumento globale della consapevolezza ambientale prevedendo vetture alimentate con celle a combustibile a idrogeno che producono zero emissioni di anidride carbonica. Suzuki introdusse un'automobile a motore a idrogeno già nel 1979. 1981 Debutto della minicar "New Jimny 4X4". L'arrivo del "Samurai"! La produzione del Suzuki SJ30 ebbe inizio nel 1981 ad Hamamatsu, in Giappone. Qui era venduto con il nome di Suzuki JIMNY ed era una "kei car", prodotta con motori a 3 cilindri sia 550 che 660cc. Le serie SJ vennero dotate di motori più grandi e vennero allungate e allargate al fine di essere commercializzate all'estero, dove vennero vendute con svariati nomi: "Suzuki SJ410/413, Suzuki Samurai, Suzuki Sierra, Suzuki Potohar (Pakistan), Suzuki Caribian (Thailand), Suzuki Katana (Indonesia), Chevrolet Samurai, Holden Drover (Australia) e Maruti Gy…