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Amos Oz - Wikipedia

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Amos Oz (maggio 2005) Amos Oz (in ebraico עמוס עוז‎?, nato Amos Klausner in ebraico עמוס קלוזנר‎?; Gerusalemme, 4 maggio 1939 – Tel Aviv, 28 dicembre 2018) è stato uno scrittore e saggista israeliano. Oltre ad essere stato autore di romanzi e saggi, Oz è stato giornalista e docente di letteratura alla Università Ben Gurion del Negev, a Be'er Sheva. Sin dal 1967 è stato un autorevole sostenitore della "soluzione dei due Stati" del conflitto arabo-israeliano. Nel suo romanzo autobiografico, Una storia di amore e di tenebra, Oz ha raccontato, attraverso la storia della sua famiglia, le vicende storiche del nascente Stato di Israele dalla fine del protettorato britannico: la guerra di indipendenza, gli attacchi terroristici dei Fedayyin, la vita nei kibbutz. Nella vita dello scrittore è stato determinante il suicidio della madre, avvenuto quando il piccolo Amos aveva appena dodici anni. L'elaborazione del dolore si sviluppa ben presto in un contrasto con il padre, un intellettuale vicino alla destra ebraica. Il contrasto padre-figlio portò alla decisione del ragazzo di entrare nel kibbutz Hulda e di cambiare il cognome originario "Klausner" in "Oz", che in ebraico significa "forza". Biografia [modifica | modifica wikitesto] Amos Oz è nato a Gerusalemme. Circa metà dei suoi scritti sono ambientati in questa città e nelle zone circostanti. I suoi genitori, Yehuda Arieh Klausner (in ebraico: יהודה אריה קלוזנר) e Fania Mussman (in ebraico פאניה מוסמן‎?), erano immigrati sionisti dell'Europa orientale. Il padre di Amos aveva studiato storia e letteratura a Vilnius, Lituania, ed a Gerusalemme era bibliotecario e scrittore. Il nonno materno di Amos era proprietario di un mulino a Rivne, città che a quell'epoca apparteneva alla Polonia, oggi all'Ucraina. Il nonno Klausner in seguito si trasferì con la famiglia ad Haifa. Il prozio di Amos, Joseph Klausner, fu il candidato del partito Herut alle elezioni presidenziali vinte da Chaim Weizmann ed era docente di letteratura ebraica presso l'Università Ebraica di Gerusalemme. Amos e la sua famiglia non erano religiosi e rifiutavano tutto ciò che nella religione percepivano come irrazionale. Ciononostante Amos Oz frequentò la scuola religiosa Tachkemoni. La famosa poetessa Zelda fu una delle insegnanti di Amos. Amos poi compì gli studi secondari presso la scuola superiore ebraica di Rehavia. La madre Fania si suicidò, in seguito a una forte depressione, quando Amos aveva dodici anni. Amos avrebbe poi elaborato le ripercussioni di questo tragico evento scrivendo il libro di memorie "Una storia di amore e di tenebra". Amos aderì al Partito Laburista Israeliano e a 15 anni andò a vivere nel kibbutz di Hulda. Lì fu adottato dalla famiglia Huldai (il cui figlio primogenito Ron oggi è sindaco di Tel Aviv). Amos si immerse totalmente nella vita del kibbutz e in questo periodo cambiò il suo cognome in "Oz", che in ebraico significa "forza". Quando più avanti gli chiesero perché anziché trasferirsi a Tel Aviv avesse deciso di andare nel kibbutz, rispose che "Tel Aviv non era abbastanza radicale", disse Amos in seguito, "solo il kibbutz era abbastanza radicale". In ogni caso, come lui stesso racconta, Amos era "un disastro nei lavori agricoli... la barzelletta del kibbutz".[1][2] Continuò a vivere e lavorare nel kibbutz fino a quando lui e sua moglie Nily si trasferirono ad Arad, nel 1986, a causa dell'asma di suo figlio Daniel. Però anche prima del trasferimento, visto il successo che aveva come scrittore, ebbe il permesso di diminuire gradatamente il tempo da dedicare al lavoro nel kibbutz: le royalties derivanti dai suoi libri erano tali da giustificarlo. Come disse lui stesso, Amos era diventato "un ramo della fattoria".[3] Come la maggior parte degli israeliani, Amos Oz ha prestato servizio di leva nelle forze di difesa israeliane. Alla fine degli anni cinquanta era arruolato nell'unità di fanteria Nahal e ha combattuto negli scontri al confine tra Israele e la Siria; durante la guerra dei sei giorni (1967) era in una unità corazzata nel Sinai; durante la guerra del Kippur (1973) ha combattuto sulle alture del Golan.[3] Dopo aver servito nell'unità Nahal, Oz studiò filosofia e letteratura ebraica all'Università Ebraica di Gerusalemme. A parte alcuni articoli nel bollettino del kibbutz e nel giornale Davar, Amos Oz non ha pubblicato niente fino all'età di 22 anni, quando ha cominciato a pubblicare libri. La sua prima raccolta di racconti, "La terra dello sciacallo", è stata pubblicata nel 1965. Il suo primo romanzo, "Elsewhere, Perhaps", è stato pubblicato nel 1966. Ha cominciato a scrivere ininterrottamente, pubblicando in media un libro l'anno con la casa editrice del Partito Laburista, Am Oved. Oz ha lasciato Am Oved per l'editore Keter, nonostante la sua affiliazione politica, perché il contratto esclusivo con Keter gli garantiva uno stipendio mensile fisso indipendentemente dalla frequenza di pubblicazione. La figlia maggiore di Amos Oz, Fania Oz-Salzberger, insegna storia all'Università di Haifa. Oz, che ha scritto 18 libri in ebraico e circa 450 articoli e saggi, le cui opere sono state tradotte in circa 30 lingue, muore il 28 dicembre 2018 a causa di un tumore.[4][5][6] Carriera letteraria [modifica | modifica wikitesto] Oltre ai suoi romanzi, Oz pubblicava regolarmente saggi di politica, di letteratura e sulla pace. Ha scritto molto per il giornale laburista israeliano Davar e, da quando quest'ultimo ha cessato di esistere, negli anni novanta, per il quotidiano Yedioth Ahronoth. In inglese, i suoi scritti sono usciti su varie pubblicazioni, tra cui il New York Review of Books. Amos Oz è uno degli scrittori la cui opera i ricercatori letterari studiano con un approccio fondamentale. Presso l'Università Ben Gurion del Negev è stata creata una collezione speciale su Amos Oz e le sue opere. Negli ultimi anni, Oz era considerato uno dei più probabili candidati al Premio Nobel per la letteratura. Nelle sue opere, Oz tende a rappresentare i protagonisti in modo realistico e con un lieve tocco ironico. Il tema del kibbutz nei suoi scritti è trattato con un tono in un certo senso critico. Oz attribuisce a una traduzione dei racconti di Winesburg, Ohio dello scrittore statunitense Sherwood Anderson la sua decisione di ”scrivere quello che era intorno a me”. Nel romanzo Una storia di amore e di tenebra, in cui racconta la sua infanzia e adolescenza negli anni travagliati che videro la nascita di Israele, Oz riconosce al “modesto libro” di Anderson il merito di avergli fatto capire che "il mondo scritto… gira sempre intorno alla mano che sta scrivendo, indipendentemente da dove stia scrivendo: il posto in cui sei è il centro dell'universo". Nel suo saggio del 2004 "Contro il fanatismo" (in seguito titolo di una collezione di saggi pubblicata nel 2006), Oz sostiene che il conflitto israelo-palestinese non è una guerra di religione o di culture, ma piuttosto una controversia possessoria - una controversia che non si risolverà con una maggiore comprensione ma con un compromesso doloroso[7][8][9]. Opinioni politiche [modifica | modifica wikitesto] Amos Oz era uno degli intellettuali più influenti e stimati di Israele. Questa stima è evidente anche nella sfera sociale in cui Oz si esprimeva regolarmente, anche se non così frequentemente come a metà negli anni Ottanta, quando riceveva un'attenzione mediatica anche maggiore. Le posizioni di Oz erano notoriamente conciliatorie nella sfera politica e social-democratiche nella sfera socio-economica. Oz è stato uno dei primi a sostenere la soluzione dei due Stati per il conflitto arabo-israeliano dopo la guerra dei sei giorni. Lo fece in un articolo del 1967, "Terra dei nostri Padri" sul giornale laburista Davar. "Anche un'occupazione inevitabile è un'occupazione ingiusta", scrisse Oz.[3] Nel 1978 Oz è stato uno dei fondatori di Peace Now. Diversamente da molti altri movimenti israeliani per la pace, Oz non si oppone alla costruzione di una barriera di separazione israeliana, ma ritiene che il suo tracciato dovrebbe essere più o meno quello della Linea Verde, il confine esistente prima del 1967.[10] Oz si è opposto all'attività colonizzatrice sin dall'inizio ed è stato tra i primi a sostenere gli Accordi di Oslo e le trattative con l'OLP. Nei suoi discorsi e nei suoi saggi spesso Oz attaccava la sinistra antisionista ed enfatizza sempre la sua identità sionista. Molti osservatori di destra lo identificano come il portavoce più eloquente della sinistra sionista. Le due seguenti citazioni possono aiutare a riassumere le sue opinioni: «Due guerre israelo-palestinesi sono scoppiate in questa regione. Una è quella della nazione palestinese per la sua libertà dall'occupazione e per il suo diritto a essere uno Stato indipendente. Tutte le persone rispettabili dovrebbero sostenere questa causa. La seconda guerra è mossa dall'Islam fanatico, dall'Iran a Gaza e dal Libano a Ramallah, per distruggere Israele e cacciare gli ebrei dalla loro terra. Tutte le persone rispettabili dovrebbero aborrire questa causa. (7 aprile 2002)» «(Traduzione non ufficiale dall'ebraico) Il nostro problema più grande è la scomparsa della solidarietà sociale. Qui si sta sviluppando un grande egoismo che non ha vergogna nemmeno di se stesso. Vent'anni fa una ragazza di Bet Shean disse in televisione "Ho fame", e vibrarono gli stipiti delle porte (Isaiah 6:4). Sì, in parte era solo per dire, ma almeno si diceva. Oggi invece, perfino se quella ragazza morisse di fame in diretta televisiva, non succederebbe niente, a parte i dati d'ascolto e pubblicitari che userebbero l'incidente per i loro scopi. Chi un tempo pensava ingenuamente che la locomotiva degli imprenditori e i ricchi avrebbero trascinato con sé un lungo treno in cui anche gli ultimi vagoni sarebbero andati avanti, si sbagliava. Non è successo. Le locomotive si muovono e gli ultimi vagoni restano indietro sui binari arrugginiti. (6 settembre 2002)» Per molti anni Oz è stato identificato con il Partito Laburista Israeliano ed è …