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Problemi con lettere accentate nei nomi - ANPR - Anagrafe Nazionale - Forum Italia

Vi condivido una lamentela avvenuta su reddit riguardo lo standard in cui i nomi sono scritti nelle anagrafiche: https://www.reddit.com/r/ItalyInformatica/comments/708n3u/rant_le_anagrafiche_ministeriali_ed_il_tasto_più/ …

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ANPR accetta i caratteri seguenti (segni diacritici che fanno riferimento al cosiddetto decreto Brunetta): https://www.anpr.interno.it/portale/documents/20182/50186/tabella+40.pdf/3c24d102-f8d9-4af8-b5b0-dc8ee1dcb0dc Ovviamente nel caso l’operatore abbia difficoltà ad inserirli da tastiera, beh ANPR potrebbe comunque poco 1 Mi Piace luca_raimondi (luca raimondi) 31 Luglio 2020, 6:19pm 4 Buongiorno a tutti, vi scrivo perché non so cosa pensare: oggi ho registrato mio figlio, nato lo scorso 25 luglio, all’anagrafe e non sono stati in grado di scrivere il nome correttamente. Il nome scelto è infatti Niáll, ma per loro l’accento è possibile metterlo solo alla fine perché compare come apostrofo, e dunque è stato registrato senza accenti “Niall”. Non c’è quindi speranza di registrare un nome con queste caratteristiche? Non posso neppure presentare un ricorso formale per chiedere che venga scritto correttamente? Vi ringrazio Luca_Valerio (Luca Valerio) 1 Agosto 2020, 8:49am 5 Dal punto di vista legale è sicuramente possibile inserire “á”, come aveva sottolineato @mccalv mccalv nel suo intervento di tre anni fa. Non ho elementi per dimostrarlo, ma temo davvero la causa del suo problema sia la più raccapricciante di tutte, che fa un po’ accapponare la pelle: che l’operatore dell’anagrafe non sia semplicemente in grado di inserire quel carattere. Nell’ipotesi peggiore di tutte (ma non oso nemmeno pensarci perché mi viene un ictus), potrebbe far parte della maggioranza italiana di persone con una limitata cultura sia ortografica sia informatica che addirittura non sanno come inserire gli accenti e usano sempre l’apostrofo da tastiera (un fallimento catastrofico, disastroso del nostro sistema formativo che considero quasi peggio di un olocausto nucleare). Nell’ipotesi migliore, l’operatore ha una tipica tastiera italiana che non riporta il simbolo á, neanche fra i simboli raggiungibili da “Alt Gr” (che già è un tasto esoterico per il 99.9% della popolazione, purtroppo). In questi casi bisogna avere un minimo di conoscenza in più: ci sono vari modi di ottenere su schermo un segno non visibile sulla tastiera. Prima di arrivare a usare i codici con Alt+tastierino numerico e quant’altro, io propongo sempre alle persone con un po’ di difficoltà informatiche la seguente strategia: cercare da browser su internet il carattere desiderato (per esempio con la ricerca Google “come digitare accento acuto tastiera italiana”), copiare e incollare; oppure aprire Microsoft Word, scegliere Inserisci -> Simbolo -> Altri simboli, cercare il simbolo con calma su Latin Extended (ci sono tutti) --> evidenziare á --> inserire. Esempio dal mio laptop (chiedo scusa ma vivo in Germania/Olanda, ma in Italia Word è in italiano): image867×725 22.3 KB Io le consiglierei vivamente l’approccio seguente: Fare un bel dossier cartaceo che includa a) Il documento citato già due anni fa da Mirco Calvaresi stampato; b) Qualche sito internet o manuale di uso di Windows che riporti una serie di consigli su come ottenere i segni diacritici non visibili sulla tastiera, inclusi i due approcci più semplici che ho descritto (aprire browser e copiare-incollare oppure Inserisci Simbolo di Microsoft Word). Recarsi di nuovo allo sportello e, sorridendo e con grande serenità in modo da non creare antagonismi o resistenze, ripetere il problema, mostrare il documento ANPR, e mostrare le fonti da internet con esempi di come aggiungere i segni diacritici. Se ci sono difficoltà (per esempio, il terminal anagrafe non ha neanche browser o Microsoft Word), proporre amichevolmente di chiamare in assistenza un informatico del Comune in-house, se c’è (anche un praticone non laureato in informatica dovrebbe saper risolvere il problema). Se questo approccio non funziona, passare al piano B: a) mandare al Comune una mail PEC oppure richiesta cartacea da far protocollare chiedendo soluzione del problema (non proprio reclamo o lamentela); b) allegare con cura gli estremi normativi (il documento di cui sopra - elettronico se PEC); c) allegare eventualmente qualche fonte con suggerimenti su come risolvere il problema (anche Aranzulla va bene); d) mantenere anche qui un tono amichevole per evitare il muro contro muro. Qualsiasi cosa faccia, per favore non si arrenda. I cittadini di un Paese che dovrebbe essere relativamente avanzato non devono rinunciare ai propri diritti a causa dell’analfabetismo altrui. luca_raimondi (luca raimondi) 1 Agosto 2020, 12:18pm 6 Buongiorno, la ringrazio per la sua celere risposta; sicuramente non ho assolutamente intenzione di lasciar correre, e mi organizzerò per procedere come da lei suggeritomi. L’unica cosa che mi perplime è che l’operatrice ha più volte asserito sia che non sia possibile inserire simili caratteri, per legge: ha citato un’ordinanza di cui non ricordo il nome. Pertanto, se per lei non è fonte di troppo disturbo, mi piacerebbe chiederle i riferimenti di legge, che sanciscono questa libertà…nel frattempo la ringrazio di tutto. Luca Lazlu (🤔) 1 Agosto 2020, 12:29pm 7 Ricordo che pure esistono dei limiti all’attribuzione di un nome (artt. 34-35 DPR 396/2000), non mi stupirei se l’UdSC opponesse qualche obiezione in merito, data la particolarità del nome, peraltro piuttosto strano, scelto… Ma se nessuna opposizione viene fatta valere non vedo ragioni per non trascriverlo correttamente e le istruzioni di @Luca_Valerio sono molto approfondite. luca_raimondi (luca raimondi) 1 Agosto 2020, 1:32pm 8 Ti ringrazio per il riferimenti, e premetto che non cerco polemica, tuttavia dato che: Non mi chiamo Niáll; Tale nome è scritto in lettere e caratteri consentiti dal DPR; I genitori sono noti; Il nome scelto è maschile; Il nome è costituito da un’unica parola, senza virgole; …non vedo sulla base di cosa, l’artt. 34-35 DPR 396/2000 potrebbe riguardare questo caso. luca_raimondi (luca raimondi) 1 Agosto 2020, 2:34pm 9 Più che altro, mi dispiacerebbe se la registrazione non fosse più modificabile, anche se indotta da una negligenza altrui… Luca_Valerio (Luca Valerio) 1 Agosto 2020, 4:08pm 10 @Lazlu: certamente, senza dubbio - il nostro discorso si basa sul fatto che non si parla di un’obiezione in merito al nome in sé, ma di una impossibilità non suffragata da richiami di legge (sulla base della sintesi di @luca_raimondi) a usare un certo carattere. Purtroppo non ho alcuna competenza in merito, ma mi pare di ricordare, semplicemente dalle mie letture di giornali (forse non corrette), che sui nomi potenzialmente ingiuriosi è apparentemente un magistrato o un giudice a esprimersi, come in questa vecchia notizia. Non siamo certamente in questo caso. Non mi permetto di entrare nel merito, ma Niáll mi pare un nome celtico. In questo senso, proprio il DPR che lei cita, che aggiunge una serie di regole formali al di là dell’ingiuriosità, sembra addirittura ammettere esplicitamente l’uso dei segni diacritici del nome della lingua originale: image815×243 11 KB Si potrebbe far valere la regola per cui “á”, sebbene non utilizzato in italiano, è presente in lingue straniere e tecnicamente possibile in italiano poiché utilizza segni presenti nell’ortografia italiana. Insomma, mi pare davvero non ci sia nessun limite di questo tipo. @luca_raimondi: purtroppo non sono competente in materia nel modo più assoluto, ma andando a spulciare sul sito anpr.it da cui derivava il link di @mccalv ho scoperto che la tabella è riportata, partendo dall’home page, sotto documentazione tecnica --> tabelle di decodifica, ed è nella pagina in basso, fra le tabelle a fonte esterna (numero 40, caratteri diacritici): qui il link da utilizzare. Qui lo screenshot: image871×285 12.1 KB Se necessario occorrerebbe andare a capire di quale decreto Brunetta si trattasse (immagino quindi qualcosa prodotto dalla Funzione Pubblica fra 2008 e 2012), ma per ora partirei da questo per sondare l’amichevolezza. Allo sportello, contestualmente alla presentazione su carta di queste fonti (il DPR postato da @Lazlu, questa tabella da sito ANPR), chiederei anche invece gli estremi dettagliati dell’ordinanza di cui parlava l’operatrice; credo siano tenuti a fornirli. Verificherei poi se davvero ci sono limiti di questo tipo. Cercherei di muovermi il più rapidamente possibile anche per evitare che si possa dire che ormai la registrazione non è modificabile. Se dovessero arrivare a dirlo, occorrerà purtroppo un vero e proprio reclamo o procedimento amministrativo (credo si vada in quel caso tramite la prefettura, con dispendio di energia ma buone probabilità di successo dato che la normativa è a favore, anche se forse non è più facile dimostrare a posteriori la richiesta originale e la risposta originale della persona allo sportello). Ma sempre con spirito di collaborazione: i diritti del cittadino sono sacrosanti, ma i dipendenti pubblici sono oberati di lavoro e non ricevono purtroppo assistenza sufficiente nel caso di innovazioni. Ci faccia poi sapere come è andata! Luca_Valerio (Luca Valerio) 1 Agosto 2020, 4:22pm 11 Aggiornamento: spulciando ancora un po’ su internet ho trovato qualcos’altro. Una circolare 2008 che specifica che, per l’Indice Nazionale Anagrafi, tutti gli accenti acuti e gravi su vocale vanno ignorati. Questo peró non riguarda chiaramente l’anagrafe, ma solo questo particolare dataset - non so cosa sia e se esista ancora (mi rimetto a chi è più esperto di me), ma è ovvio che non riguarda il nome registrato all’anagrafe, altrimenti non potrebbero esistere cognomi come Cirinnà, Micciché e quant’altro. L’altra è, finalmente, la fonte normativa originale della tabella dei caratteri diacritici, che pare sia il decreto 2 febbraio 2009 comparso in Gazzetta Ufficiale 9-3-2009. Stamperei il PDf del decreto e porterei quello. 1 Mi Piace Lazlu (🤔) 2 Agosto 2020, 10:52am 12 La a accentata finale (à) non credo abbia mai posto seri problemi. Ho dei dubbi in merito ad una lettera accentata all’interno del prenome o del cognome. La circolare si riferiva all’INA-SAIA, che era la precedente (rispetto ad ANPR) incarnazione del sistema di interscambio delle anagrafi comunali: come si può vedere un certo impatto sulle registrazioni anagrafiche lo aveva eccome, guarda “ä” che veniva traslitterato in “ae” (e quindi così compariva). Al momento non mi occupo più di servizi demografici quindi non posso essere granché di aiuto, ma non mi pare che “á” faccia parte dei segni diacritici tipici della lingua italiana (o mi sbaglio?). P.S. senza polemica alcuna faccio solo notare che se le banche-dati pubbliche non sono predisposte per assimilare nelle ricerche le lettere strane alle corrispondenti lettere dell’alfabeto italiano non accentate la ricerca anagrafica diventa un trauma… 1 Mi Piace luca_raimondi (luca raimondi) 2 Agosto 2020, 2:14pm 13 Scusate, non capisco: se il DPR del 2009 sancisce il fatto che si possano inserire determinati caratteri diacritici, tra i quali la “á”, non comprendo le obiezioni di @lazlu circa la posizione ed il fatto che tale simbolo sia tipico o meno della lingua italiana… frantheman (Francesco Del Castillo) 2 Agosto 2020, 8:18pm 14 Per non pa…