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I demoni - Wikipedia

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I demoni - Wikipedia Vai al contenuto Menu principale Menu principale sposta nella barra laterale nascondi Navigazione Pagina principale Ultime modifiche Una voce a caso Nelle vicinanze Vetrina Aiuto Sportello informazioni Pagine speciali Comunità Portale Comunità Bar Il Wikipediano Contatti Ricerca Ricerca Aspetto Fai una donazione registrati entra Strumenti personali Fai una donazione registrati entra Indice sposta nella barra laterale nascondi Inizio 1 La genesi del romanzo Attiva/disattiva la sottosezione La genesi del romanzo 1.1 Vita di un grande peccatore 1.2 L'ambiente politico 1.3 Il "vero" protagonista 2 Trama 3 Personaggi Attiva/disattiva la sottosezione Personaggi 3.1 Protagonisti 3.2 Altri personaggi 4 Riassunto Capitoli Attiva/disattiva la sottosezione Riassunto Capitoli 4.1 Parte I 4.2 Parte II 4.3 Parte III 5 Fortuna Attiva/disattiva la sottosezione Fortuna 5.1 La pubblicazione 5.2 Il successo 6 Traduzioni italiane 7 Riduzioni teatrali 8 Filmografia 9 Note 10 Altri progetti 11 Collegamenti esterni Mostra/Nascondi l'indice I demoni 44 lingue العربية مصرى Azərbaycanca Беларуская (тарашкевіца) Български Català کوردی Čeština Dansk Deutsch Ελληνικά English Esperanto Español فارسی Suomi Français עברית Hrvatski Հայերեն 日本語 ქართული 한국어 Kernowek Latviešu Македонски മലയാളം Nederlands Norsk bokmål Nouormand Occitan Polski Português Română Русский Srpskohrvatski / српскохрватски Slovenščina Српски / srpski Svenska Türkmençe Türkçe Українська اردو 中文 Modifica collegamenti Voce Discussione italiano Leggi Modifica Modifica wikitesto Cronologia Strumenti Strumenti sposta nella barra laterale nascondi Azioni Leggi Modifica Modifica wikitesto Cronologia Generale Puntano qui Modifiche correlate Link permanente Informazioni pagina Cita questa voce Ottieni URL breve Passa al parser legacy Stampa/esporta Crea un libro Scarica come PDF Versione stampabile In altri progetti Wikimedia Commons Elemento Wikidata Aspetto sposta nella barra laterale nascondi Da Wikipedia, l'enciclopedia libera. Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi I demoni (disambigua). Gli ossessi"},"titoloalfa":{"wt":"Demoni, I"},"immagine":{"wt":"The first edition of Dostoevsky's novel Demons Petersburg 1873.JPG"},"didascalia":{"wt":"Frontespizio della prima edizione"},"annoorig":{"wt":"1873"},"annoita":{"wt":""},"genere":{"wt":"Romanzo"},"sottogenere":{"wt":""},"lingua":{"wt":"ru"},"ambientazione":{"wt":"Russia"},"personaggi":{"wt":"Stepan Trofimovič Verchovenskij; [[Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin|Nikolaj (Nikolas) Vsevolodovič Stavrogin]]; Pëtr Stepanovič Verchovenskij"},"protagonista":{"wt":""},"coprotagonista":{"wt":""},"antagonista":{"wt":""},"altri_personaggi":{"wt":"Ivan Pavlovič Šatov (Šatuška); Aleksej Nilič Kirillov"},"serie":{"wt":""},"preceduto":{"wt":""},"seguito":{"wt":""}},"i":0}}]}'>I demoni Titolo originale Бесы Altri titoli Gli indemoniati Gli ossessi Frontespizio della prima edizione Autore Fëdor Dostoevskij 1ª ed. originale 1873 Genere Romanzo Lingua originale russo Ambientazione Russia Personaggi Stepan Trofimovič Verchovenskij; Nikolaj (Nikolas) Vsevolodovič Stavrogin; Pëtr Stepanovič Verchovenskij Altri personaggi Ivan Pavlovič Šatov (Šatuška); Aleksej Nilič Kirillov Modifica dati su Wikidata · Manuale I demoni (in russo Бесы?, Besy Бѣсы in grafia pre-riforma) è un romanzo di Fëdor Dostoevskij pubblicato in volume per la prima volta nel 1873. La traduzione del titolo originale ha subito variazioni a seconda della casa editrice: mentre il titolo più usato è appunto quello de I dèmoni (plurale di "demone"), si sono avuti anche come titolo I demònî (plurale di "demonio"), Gli indemoniati o Gli ossessi. Il titolo si riferisce appunto ai 'diavoli, posseduti, spiriti maligni' rappresentati da alcuni dei personaggi principali. La seconda moglie di Dostoevskij, Anna Grigor'evna Dostoevskaja, racconta che chi veniva a comprare le copie del romanzo, spesso ne storpiava il nome: "Qualcuno lo chiamava Le forze nemiche, un altro diceva «Sono venuto per i diavoli»; un terzo chiedeva alla cameriera «Una decina di diavoli». La vecchia bambinaia, sentendo questi nomi, se la prendeva con me, dicendo che, da quando tenevamo in casa gli spiriti impuri, il suo pupillo (mio figlio) era diventato irrequieto e dormiva male la notte".[1] La genesi del romanzo [modifica | modifica wikitesto] Vita di un grande peccatore [modifica | modifica wikitesto] L'autore nel 1876, poco dopo la realizzazione de I demoni "Io ripongo grandi speranze nel romanzo che sto attualmente scrivendo per il "Messaggero Russo":[2] così scrive Dostoevskij il 5 aprile 1870, in una lettera indirizzata a Nikolaj Nikolaevič Strachov, filosofo e amico personale. L'opera che l'autore ha in mente si sta formando lentamente ma inesorabilmente da due anni: Sarà il mio ultimo romanzo. Avrà l'ampiezza di Guerra e pace,[2] scrive con enfasi il giorno dopo ad Apollon Nikolaevič Majkov, anche se poi in realtà l'opera non è stata la sua ultima. Nella stessa lettera rivela che il titolo che ha in mente è Vita di un grande peccatore, titolo che non vedrà mai la luce, perché la storia a cui Dostoevskij sta lavorando è talmente ampia che alla fine verrà sviluppata in due romanzi distinti: I demoni e L'adolescente. L'ambiente politico [modifica | modifica wikitesto] La seconda moglie di Dostoevskij testimonia che il marito era molto interessato agli avvenimenti politici dell'epoca, che il fratello di lei gli raccontava. Il 21 novembre 1869, infatti, lo studente universitario Ivan Ivanovič Ivanov viene ucciso da una cellula rivoluzionaria capeggiata da Sergej Gennadjevič Nečaev (autore insieme a Bakunin dell'opera Catechismo del rivoluzionario). Il processo di Nečaev provoca scalpore in tutta la Russia e si conclude con la condanna del colpevole a 20 anni di carcere. Dostoevskij apprende la notizia mentre si trova con la moglie a Dresda, dopo essere fuggito in Europa per evitare la prigione per debiti. Nel continente conduce un'esistenza nomade e nella miseria, affetta dal demone della roulette e dalla nascita di nuovi figli.[3] Dostoevskij aborrisce il declino morale che la gioventù russa sembra stia subendo. Ivan Sergeevič Turgenev, con il suo famoso romanzo Padri e figli, aveva già d'altronde fatto conoscere ampiamente al grande pubblico il concetto di nichilismo, una corrente di pensiero che si diffonde rapidamente in quegli anni fra i giovani, cosa che infastidisce fortemente Dostoevskij. Il ''počvenničestvo'' è l'ideologia dell'attaccamento al suolo materno, a cui Dostoevskij apparteneva.</ref> e cioè dei veri russi? Quanto agli altri, che finiscano pure di marcire! Finiranno pure per tacere anche loro, colpiti da paralisi. 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Scritta infatti una prima parte, l'autore viene "visitato dall'autentica ispirazione e a un tratto mi sono innamorato del mio tema",[2] come scriverà il 21 ottobre 1870. Riscrive quella prima parte, seguendo l'ispirazione avuta, finché sorge un altro problema: "si è fatto avanti un nuovo personaggio che avanzava la pretesa di essere lui il vero protagonista del romanzo, cosicché il precedente protagonista (un personaggio interessante, ma che effettivamente non meritava il ruolo di protagonista) si è ritirato in secondo piano. Questo nuovo protagonista mi ha talmente affascinato che ho cominciato un'altra volta a riscrivere il romanzo".[2] Il "vecchio" protagonista è Pëtr Verchovenskij che, come novello Nečaev, porta avanti i suoi propositi rivoluzionari reclutando e organizzando uomini al proprio scopo. Il "nuovo" protagonista è invece Nikolaj Stavrogin, figura che incarna un'altra tipologia di giovane odiata dall'autore: quello del viziato annoiato e immorale. Eppure Dostoevskij sembra nutrire per lui un affetto ed attenzione maggiore che per gli altri; fa nascere il cognome del personaggio dalla parola greca σταυρός (stauròs) che significa "croce", volendo dare elementi religiosi ad un personaggio che a prima vista non pare proprio averne. Eppure sarà l'unico dei tanti "peccatori" del romanzo che prenderà pienamente coscienza dei propri peccati e che pagherà spontaneamente per questi. Trama [modifica | modifica wikitesto] Questa voce o sezione sull'argomento opere letterarie è ritenuta da controllare. Motivo: Diverse imprecisioni e fraintendimenti. Partecipa alla discussione e/o correggi la voce. Segui i suggerimenti del progetto di riferimento. Aci e Galatea di Claude Lorrain (1600-1682), un quadro che svolge un'importante funzione all'interno del romanzo L'azione si svolge quasi esclusivamente in una provincia senza nome vicino a San Pietroburgo ed è raccontata da Anton, colui che parla in prima persona; questi è un ufficiale e ha seguito tutti gli eventi, o direttamente o perché raccontatigli da qualcuno dei protagonisti. Anton Lavrentievič è un caro amico di Stepan Trofimovič, che vive come tutore un po' esteta alla residenza della ricca Varvara Petrovna, vedova nonché imperiosa nobildonna. Il figlio di lei, Nikolaj Vsevolodovič Stavrogin, torna a casa dopo aver trascorso anni di vita dissoluta all'estero; torna trasformato soprattutto nell'animo, moralmente prosciugato da ogni illusione ideale o romantica di gioventù. Pëtr Stepanovič, figlio di Stepan Trofimovič, cerca la collaborazione di Nikolaj Vsevolodovič: egli vorrebbe metterlo a capo di un gruppo di cospiratori che ha l'obiettivo di rovesciare tutte le autorità, laiche e religiose. A questo scopo, con i suoi cinque affiliati, oltre alla collaborazione di Šatov e Kirillov, sta preparando degli attentati terroristici. La 'generalessa' Varvara Petrovna ha intanto predisposto un piano per far sposare il figlio con la benestante Lizaveta Nikolaevna, figlia di una cara amica di famiglia, un matrimonio che dovrebbe esser di puro interesse; ma ella non sa ancora che Nikolaj, mentre si trovava a San Pietroburgo, ha già sposato in segreto (ed apparentemente senza alcun motivo) Marija Timofeevna, sorella storpia e in parte fuor di senno dell'ubriacone Lebjadkin. Nikolaj Vsevolodovič pare rimanere impermeabile a qualsivoglia emozione, distaccato e distante, quasi fosse afflitto da una perenne noia esistenziale o oblio dell'anima. Il giovane Šatov continua a esser combattuto tra una profonda ammirazione e un altrettanto forte senso di disprezzo nei confronti di Nikolaj: per merito suo sostiene infatti d'aver trovato la fede in Dio e non sembra troppo turbato dal fatto che questi abbia avuto una relazione con sua moglie, Marija Ignatijevna. Nikolaj in realtà ha un altro segreto inconfessabile, oltre a quello del matrimonio, che cela con cura in cuore. Kirillov intanto rivela in dettaglio agli altri la propria intenzione di uccidersi e ciò per dimostrare così a tutti l'inesistenza, non solo delle leggi divine, ma dello stesso Dio. Il …